ok ci provo. vi posto il primo capitolo.
siate spietate! se vi fa schifo ditemelo!
1. Nuova vita.Nuova vita per me. Nuova casa per me. Nuovo lavoro per me…o meglio nuovo posto di lavoro, perché quello che so fare non cambia: infermiera sono e infermiera resto, cambia l’ospedale, cambiano i colleghi, quello che non cambia sono i familiari che attendono impazienti e speranzosi in sala d’aspetto, le file all’accettazione, il continuo e infinito via vai di persone.. e purtroppo non cambia il suono dell’ambulanza, il sangue, articolazioni rotte.. e il sorriso, il sorriso delle persone che aiuti, che ti ringraziano, che si mettono nelle tu mani..o meglio nelle mani dei dottori..alla fine il grosso lo fanno loro. Io sono solo un infermiera.
- Signorina Murphy.. Kristina Murphy – “chi mi chiama?” pensai girandomi verso quella voce; mi voltai e vidi un uomo, sulla quarantina passata, alto, un po’ stempiato, dotato di pancetta e camice bianco
- Si sono io – risposi subito
- Mi segua nel mio ufficio prego
- Dunque signorina, lei si è trasferita qua dal Minnesota, da Minneapolis giusto? – continuò lui dopo essersi seduto dietro una scrivania piena di carte ammucchiate, tenendo in mano il mio curriculum vite
- Si signore – risposi mentre mi accomodavo sulla sedia di fronte. Feci un po’ fatica a vederlo dietro quella montagna di carte, seppur ordinate.
- Non mi chiami Signore, siamo in un ospedale, non nell’esercito…mi chiami Capo – e mi sorrise gentile
- Va bene Capo
“eh si, così invece mi sembra di essere al porto e fare la scaricatrice” pensai, “va beh pazienza, vada per il Capo”. Sorrisi anche io.
- Ha studiato alla Minnesota State University..
- Esattamente
- E ha lavorato per due anni…
- All’ Immanuel St. Joseph's Hospital, come infermiera al pronto soccorso – lo anticipai e sorrisi ancora. Sempre sorridente, non smettere mai di sorridere, aiuta a fare buona impressione a lui, ma anche al mondo intero.
- Molto bene. E come mai si è trasferita qui da noi? Non le piaceva il Minnesota?
- Mi è stata offerta un’opportunità di lavoro qui da voi, ed essendo giovane e senza troppi legami…perchè no?
- Bene. Allora benvenuta a Denver signorina, benvenuta al Denver Health Hospital and Clinics. – mi sorrise nuovamente, anche lui voleva fare buona impressione.
- La ringrazio…Capo.
- Comincerà a partire da settimana prossima. Intanto si goda questa bella città.
- Lo faro. A presto – gli strinsi la mano, uscì da quell’ufficio, dall’edificio, e respirai l’aria fredda di Denver in dicembre.
Cammina, cammina, cammina…avevo deciso di tornar alla mia nuova casa a piedi…dopo tutto l’aveva detto pure il Capo: si goda questa bella città. Si questo ero, una turista per una settimana, alla scoperta della città, della mia nuova città, tanto valeva camminarci e guardare la gente sui marciapiedi, chiusa dentro i cappotti per il freddo, o nei bar a bersi un bel caffè o una cioccolata calda… si avevo voglia di cioccolata calda.
Entrai in un bar piccolo, dall’aria così accogliente che mi catturò al volo. Ordinai e non appena il cameriere me la portò il mio cellulare cominciò a vibrare.
- Pronto?
- Ciao Kris, allora il colloquio come è andato? – una voce allegra dall’altro capo, la conoscevo bene, era Frederic il mio fratellone
- Ciao Fred, come è andata…è andata! Inizio tra una settimana e nel frattempo sono in esplorazione. – risposi con voce allegra, la cioccolata già faceva effetto, mi dava sempre un senso di euforia.
- Bene! E la casa? Ti sei sistemata?
- Beh più o meno . . – la mia mente andò subito alle pigne di scatoloni nel salotto di casa, agli scaffali vuoti, ai pochi vestiti nell’armadio e alla due valigie ancora da disfare… mi venne mal di testa
- E questo cosa vorrebbe dire?
- Eddai Fred, sono arrivata da neanche due giorni, dammi il tempo di riprendermi dal viaggio, e poi oggi ho avuto il colloquio. Tra poco vado a casa e comincio a sistemare. Ma ti prego non mi assillare, manco fossi la mamma!
- Già…la mamma… - la sua voce era diventata subito più triste
- A proposito…come sta? – chiesi con un tono più basso
- Come vuoi che stia? Manca solo che la abbandoni anche io… prima papà, ora tu sei partita senza un motivo logico…si sente sola, e io non sempre riesco a tirarla su.
- Ora sarebbe colpa mia? – replicai un po’ indispettita
- Lo sai cosa voglio dire Kris….! – si stava arrabbiando e sbuffava anche
- Si lo so, non ho dimenticato la situazione, non potrei mai farlo anche se vorrei…-
La mia vita stava tornando a riprendermi…mio fratello, mia mamma…