@ bella and edward italian forum -

Reply |

Bella Swan: The Edge Of Reason, Almeno Bridget Jones non doveva scegliere fra un vampiro e un licantropo!

« Older   Newer »
CAT_IMG Posted on 2/10/2008, 15:25 Quote |
Avatar

Image and video hosting by TinyPic
°°°°°

Group:
Member
Posts:
2,536
Location:
Turin, Italy/New York, United States

Status:


comtinuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

9suigz

Robert Downey Jr. <3



 
PM |  Mail |  Contacts  Top
pao5272
CAT_IMG Posted on 5/10/2008, 04:06 Quote |




hehe eh lo so! .. gli slip di Sam ci dovevano essere! .. qualcuno doveva farci sapere i gusti del nostro caro Sam! :P

spero continui prestissimo!^_^

XOXO
 
Top
CAPITAIN VANILLA™
CAT_IMG Posted on 8/10/2008, 20:17 Quote |




Questo capitolo è un po' corto...Forse perchè l'avrò riscritto tre volte prima di essere convinta del risultato :S
E c'è un proemio! Forse un po' idiota e che non c'azzecca niente con la trama u.u ma è un po' che ce l'ho in testa quindi u.u


Cantami, o Diva, del Carlislìde Edward
l'ira funesta che infiniti addusse
dolori a Isabella, molte anzi tempo all'Orco
generose travolse l'alma della pulzella
e di fans sfegatate orrido pasto
su salma abbandonò (così di Vanilla
l'alto consiglio s'adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de' rudi Jacob e il divo Edward



Capitolo 5
Fight


"Ho detto di stare bene, ma sapevo come mentire
Tu eri tutto quello che avevo
Tu eri delicata e pregiata,
Ma mi sono perso nella parte oscura della mia mente
E non posso tornare indietro
No, non tornerò indietro
Tu non c'eri quando avevo bisogno di dirti
Che avrei toccato il fondo così in fretta
La mia testa ci stava pensando da giorni
Adesso devo andarmene da solo

(Fighting – Yellowcard)


Il mio pick-up si fermò rombando sul vialetto di casa.
«Sono esattamente le 3 e 58 del mattino» annunciò Jacob stropicciandosi un occhio «Penso che possiamo dichiarare ufficialmente conclusa la nostra notte brava, Miss Swan»
Accoccolata nel sedile forato del pick-up, mi destai dal mio giaciglio caldo e mi stiracchiai «Buongiorno…»
«Sei sicura di riuscire ad affrontare la furia di Charlie, nel caso scopra della nostra scorribanda?» ghignò.
Gli feci una smorfia «So mentire meglio di te, caro»
Già, mentire. Sarei riuscita a mentire anche a Edward? O gli avrei raccontato la verità, magari omettendo qualche particolare? Solo per evitare di ferirlo, pensai.
Jacob mi sollevò il mento con un dito «Stai bene?»
Annuii, sforzandomi di sorridere.
Si strinse nelle spalle «Bene…Allora io vado.» fece per uscire «Chiamami. Quando hai tempo, intendo. O puoi anche non chiamarmi. Se vuoi, ovvio. Insomma…fai te» e mi diede un lieve bacio sulla guancia.
Quando lo vidi allontanarsi nel freddo mattino di Forks tirai un bel respiro di incoraggiamento «D’accordo Bella, è il momento di tornare a casa».
Jacob sorrise al cielo bigio, pensando a Bella e alla serata trascorsa con lei.
Due occhi color topazio lampeggiarono nella foschia.

Girai la chiave nella toppa. Uno, due, tre. La porta si aprì piano, senza fare rumore, e sgattaiolai dentro il salotto semibuio.
La televisione era sintonizzata su un canale morto; sul divano Charlie russava sonoramente.
Un moto di nostalgia mi investì come un treno in corsa: di lì a pochi mesi avrei lasciato lui e Renèe –la mia famiglia- per scappare con un vampiro vegetariano ultracentenario e diventare la sua compagna per l’eternità.
Prima che le lacrime potessero farsi strada prepotentemente verso i miei occhi, mi allontanai dal divano e raggiunsi le scale.
Mi sentivo uno straccio, avevo le gambe molli e feci fatica ad arrivare fino alla mia stanza.
Mi appoggiai al pavimento, dove fui scossa da un conato di vomito che trattenni con uno sforzo.
«Maledizione!» mormorai. Strisciai fino all’interruttore della luce.
Quando la stanza fu illuminata dal bagliore fioco della lampada, mi sentii uno sguardo puntato addosso come se mi perforasse la nuca.
Mi girai lentamente, sapendo già con chi mi sarei ritrovata faccia a faccia nella penombra della mia camera.
«Sei andata con quel cane» la voce di Edward era glaciale «Non mentirmi Bella, so tutto»
Un dolore familiare tornò a stringermi il petto, una ferita conosciuta che avevo imparato a ricucire ogni volta…
L’ombra nera sotto gli occhi di Edward era evidente.
«Perché non mi hai chiamato?» cominciò a muoversi su e giù per la camera.
Manteneva la distanza di sicurezza, lo faceva tutte le volte quando era arrabbiato.
«Perché, Bella? Perché devo sempre tenerti a bada? Perché devo assicurarmi che tu non ti faccia male da sola, seguendo quello che ti dice la tua testolina squilibrata?»
Si avvicinò, e in un attimo tratteneva per i capelli la mia testa a due centimetri dalla sua.
Parlava come se si rivolgesse ad una bambina. Alla sua bambolina umana: piccola, stupida e incapace di difendersi.
Mi liberai dalla presa «Non ti ho mai chiesto di farmi da balia, Edward!», la mia voce suonò stranamente acida «E poi, da come ne parli deduco che ti pesi alquanto farlo…»
Con uno scatto fulmineo mi fu addosso.
«Non osare dire questo di me, Isabella.» i suoi occhi color caramello cominciavano a scurirsi.
«…come ti pesa starmi vicino, perché sono una scialba umana e non riesco a soddisfare i tuoi desideri…» il mio cervello continuava a formulare frasi che mi ero tenuta dentro per troppo tempo.
Edward mi prese per i polsi, così fragili nelle sue mani marmoree.
«Bella, smettila di dire stronzate! Ti ho visto nei pensieri di Black, ho visto cosa ti avrebbe fatto con le sue sporche zampe da cane…I suoi desideri li avresti soddisfatti eccome, non è così?»
Lo guardai dritto negli occhi con fare di sfida «Sei geloso?», approfittai del momentaneo vantaggio per ribaltare le posizioni.
Stavamo danzando. Per quanto assurda, paradossale, bizzarra fosse quella danza. Sul pavimento freddo della mia stanza, occhi negli occhi, perfetta sincronia, atmosfera pesante, battute taglienti.
Ehi, stavo cominciando ad eccitarmi!
E a quanto pare anche Edward, perché mentre avvicinava le labbra al mio orecchio per scandirmi un «Si, sono estremamente geloso» con voce roca e maledettamente sensuale, sentivo chiaramente la sua eccitazione pulsare contro la mia coscia.
«E sai perché sono geloso?» biascicò ribaltando ancora le posizioni, strappandomi un sospiro.
«No…p-perché?» balbettai, ipnotizzata dai suoi occhi, che ora avevano assunto una colorazione onice.
Si avvicinò pericolosamente e mormorò a fior di labbra «Perché mi sto trattenendo dal farti questo da tre anni, Bella…e mi dispiacerebbe alquanto che lo facesse qualcun altro al posto mio…».
Mi accorsi di quanto avesse stretto i miei polsi solo quando li liberò dalla morsa ferrea delle sue mani. Dove prima c’erano i suoi polpastrelli, adesso c’erano due evidenti ombre livide.
Per la prima volta, il mio inconscio vide Edward come un predatore. Ed io, ovviamente, ero la sua preda.
«F-f…Farmi cosa?» avevo paura, dannazione! Dovevo pur averla in qualche angolo recondito della mia mente squinternata!
Ma allora perché provavo l’irrefrenabile desiderio di baciarlo?
Stavo per alzarmi in piedi, quando mi placcò a terra portandomi una mano sul seno; a quel contatto così estraneo inarcai la schiena. Edward cominciò a baciarmi con irruenza, quasi facendomi male (devo pur dire che ricambiavo pienamente il bacio. Ehi, non capitava mica tutti i giorni che gli ormoni di un bel vampiro dessero in escandescenza!).
Riuscivo quasi a percepire la lotta che stava combattendo dentro di sé, e di certo non avrei contribuito ad un esito positivo se il mio cuore avesse continuato a fremere pompando sangue a tutta birra.
Sentii una forte pressione vicino al mio orecchio: mi girai e vidi sul parquet il calco perfetto delle mani di Edward.
Non ebbi il tempo di voltarmi che mi ritrovai le sue labbra sul mio collo.
Non ricordo con precisione in quale ordine o con quale durata successe, ma sono sicura di aver sentito i suoi canini sporgersi bramosi sulla mia pelle, prima di vedere Edward saltare giù dalla mia finestra e sparire nell’oscurità.
Buia, come i suoi occhi quella notte.
Ancora distesa sul pavimento, mi portai istintivamente le mani indolenzite al collo. Una gocciolina di sangue scivolò dalla ferita sui miei polpastrelli.
«Oh merda.»
Non dormii molto serenamente quella notte.

Edited by CAPITAIN VANILLA™ - 12/10/2008, 10:24
 
Top
CAT_IMG Posted on 8/10/2008, 21:12 Quote |
Avatar

Image and video hosting by TinyPic
°°°°°

Group:
Member
Posts:
2,536
Location:
Turin, Italy/New York, United States

Status:


oddeooo!
Edward l'ha morsaaaa!WOW!!
così imapara ad andare dal cane!


Povero Eddy xò...sarà triste.................

9suigz

Robert Downey Jr. <3



 
PM |  Mail |  Contacts  Top
giulja.90
CAT_IMG Posted on 8/10/2008, 22:12 Quote |




Edward ha veramente morso Bella...nn poxo vrederci.. poi è scappato..

Nn puoi lasciarci sulla parte + bella...
Posta presto il seguito
 
Top
MissLeto30
CAT_IMG Posted on 9/10/2008, 22:31 Quote |




oddio l'ha morsa??? ma come mai?? ma allora lei non dovrebbe diventare vampira???
e poi xkè edward se ne scappa....mah! non potevano farlo??? ihihiih scusa le domande...ma forse xkè è tardi e sn fuori XD
cmq è vero nn ci puoi lasciare kosì...posta presto.....
 
Top
pao5272
CAT_IMG Posted on 10/10/2008, 02:10 Quote |




Aaahhh! .. ben fatto! .. :angry: .. cosi impari a non seguire il cane!! .. :angry:
:P

bel chap! ^_^
uhmm l'ha morsa? :woot:

devi postare presto per sapere cosa succede! ^_^


xoxo
 
PM |   Top
CAT_IMG Posted on 10/10/2008, 19:25 Quote |
Avatar

- Quanto manca alla vetta? - tu sali e non pensarci! {F.Nietzsche}
°°°°°

Group:
Member
Posts:
2,014
Location:
Creta

Status:


ODDIO HO APPENA LETTO TUTTA LA FF!!
COME HOO Fatto a perdermelaaa...cmq è stupendaaa!
oddio ma l'ha morsa a bella???che succede??oddio sn preoccupata e curiosa allo stesso tempo!


Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò,

il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue.
Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto.
Sul fiordo e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco.
I miei amici continuavano a camminare e
io tremavo ancora di paura...

e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura


293km0y

jpg


av6k3b

La Stanza Di Creta_Sviluppate la vostra legittima stranezza_Edward&Bella_AntiTwilight

 
PM |  WWW |   Top
CAPITAIN VANILLA™
CAT_IMG Posted on 10/10/2008, 20:17 Quote |




Ahuahauahaha la suspaaaaaaaance!
Comuuunque domani comincia il weekend e ho in serbo per voi un nuovo chappi *-*
state sintonizzate!
 
PM |   Top
Bauci_Selvi
CAT_IMG Posted on 13/10/2008, 23:26 Quote |




E il proseguo????!!!
 
Top
pinkprecious
CAT_IMG Posted on 14/10/2008, 22:49 Quote |




DIOMIOPOSTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!

Questa FF è FANTASTICA!!! (scritta benissimo, scorrevole, con momenti molto divertenti e un sacco di suspance =P) Hai una nuova fan!!!

MA TI PREGO POSTAAAAA!!!!
 
Top
CAT_IMG Posted on 14/10/2008, 22:53 Quote |
Avatar

- Quanto manca alla vetta? - tu sali e non pensarci! {F.Nietzsche}
°°°°°

Group:
Member
Posts:
2,014
Location:
Creta

Status:


oddiooo! nn postii piu??dAI POSTAAA...pleaseeeeee...sn straarcicuriossissimissima---->nn so manko se l'ho scritta beneee...ahah...pleaseeee..NOI COMUNI MORTALI SIAMO IN ATTESA DEL SEGNALE DaL CIELO..:Cioè...un nuovo capitolooo!!(ok raga..da precisare che è tardi...bella scusa vero??tnt io sn sempre una malataaa..ahah.nn fateci caso)

baci jo


Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò,

il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue.
Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto.
Sul fiordo e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco.
I miei amici continuavano a camminare e
io tremavo ancora di paura...

e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura


293km0y

jpg


av6k3b

La Stanza Di Creta_Sviluppate la vostra legittima stranezza_Edward&Bella_AntiTwilight

 
PM |  WWW |   Top
CAT_IMG Posted on 14/10/2008, 23:45 Quote |
Avatar

« è vero che il tuo cuore
a volte fugge ? »


°°°°°

Group:
Member
Posts:
2,861

Status:


Letta tutta d'un fiato...Ho riso come una dannata (Alice e Jasper sono sublimi *_*), fatto pensieri super perversi su Edward Anthony Masen Cullen, Odiato il cagnaccio più che mai, Odiato Bella fino all'inverosimile..E quindi...Posta...*___*...Ed se la doveva pappare tutta quella stronzetta dopo che ha baciato il cane rognoso e chissà cos'altro tzèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

believing in even the possibility of a happy ending
is a very powerful thing.
- - -

 
PM |  Mail |   Top
giulja.90
CAT_IMG Posted on 15/10/2008, 18:36 Quote |




Continuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
 
PM |   Top
CAPITAIN VANILLA™
CAT_IMG Posted on 21/11/2008, 12:01 Quote |




Ho provato a reprimere il desiderio di scrivere, convinta che proseguire con questa fanfic di terz'ordine sia inutile, confrontandola con le decine di scritti decisamente migliori dei miei.
Ci ho provato, e non ce l'ho fatta.
Grazie per i vostri commenti.
Now let's post!


Capitolo 5
Drain The Blood



“Oh, tutti questi demoni vogliono carne giovane
Tutti i miei amici sono degli assassini”
(Drain The Blood – The Distillers)



Avete mai pensato a quanti litri si consumano tirando lo sciacquone del water?
Ero spalmata sulle piastrelle fredde del bagno con la fronte madida di sudore, e accasciata sulla tazza mi trovai a riflettere per la prima volta su questo concetto.
Per tutta la notte non avevo fatto altro che vomitare quel poco di anima che mi era rimasta.
Non avevo la più pallida idea se Edward mi avesse morso o meno. Inoltre non sapevo come avvenisse la trasformazione, e avevo il terrore di potermi trasfigurare in un essere soprannaturale mentre sorseggiavo il caffè della mattina.
Era assurdo. Edward, il posato e composto Edward, che tutto ad un tratto decide di giocare a Basic Instict e mi dà un amorevole zannata sul collo, per poi scappare dalla finestra senza degnarmi di uno sguardo.
Che bastardo!
Ma il senso di colpa annientò quel briciolo di orgoglio femminile che avevo: ero stata sicuramente io a farlo impazzire, avevo assecondato le sue debolezze e fomentato la sua gelosia passando la notte fuori con Jacob.
Lo squillo del telefono mi distolse dalle mie divagazioni mentali post-sbornia.
«Qui è Bella Swan, che non toccherà mai più un margarita in vita sua…Chi parla?» fortunatamente avevo portato con me il cordless, così risposi dalla mia “postazione vomito” senza dovermi alzare in equilibrio precario e andare a rispondere in cucina.
«Bella? Sono Angela! Passato un buon week-end?»
Angela? Avevo un’amica che si chiamava Angela? «Ugh, non direi…Ho preso una balla che stamattina non ricordavo neanche come c’ero finita, a casa…»
La mia amica soffocò a stento una risata «Conosco un metodo infallibile per far passare le sbornie», attese per assicurarsi la mia attenzione «...un panino con carne di maiale servito in un posacenere lercio»
Vomitai, e cercai di sopraffare la risata di Angela con il rumore dello sciacquone.
Ma cos'era, la parata ufficiale del Prendiamo-Per-Il-Culo-Bella Day?
«No, seriamente Bella...Te la senti di fare colazione fuori o vuoi che venga lì…Nel caso ti sentissi poco bene?»
Questa era la Angela che conoscevo! Educata, gentile e poco soggetta ai cambiamenti d'umore.
Almeno lei non avrebbe cercato di bere il mio sangue!
«Non preoccuparti Angie, sto bene...L'unica cosa che mi serve è un caffè nero bollente e una fetta di cheesecake»
«Perfetto allora...Tra mezz'ora sotto casa tua» stabilì Angela prima di riattaccare.
Quanto adoravo il lunedì mattina.
Dopo essermi lavata e vestita diedi un’ultima occhiata allo specchio del bagno: nessuna anomalia nei denti, occhi di colorazione comune, gote per niente pallide…
Magari la trasformazione voleva concedermi un’ultima colazione! Che non comprendesse puma o mammiferi di piccola taglia, ovviamente.
Angela era già sul vialetto di casa che strombazzava dalla sua Chevy Impala blu cobalto. Indossai di fretta le scarpe e mi catapultai giù per le scale.
Nella foga incespicai sui miei stessi piedi e rotolai lungo tutta la rampa di gradini, sbattendo la testa contro il divano.
«Vaffanculo…e senza passare dal via!» sbraitai, e mi misi in piedi massaggiandomi la testa.
Quando fui sicura di non aver danneggiato nessuna funzione cerebrale uscii in giardino, dove la mia amica stava inscenando con il suo clacson il Concerto di Vienna.
«Sono qui, diamine, sono qui! Non c’è bisogno di farsi sentire fino a Seattle!» le urlai sovrastando quello strombazzare.
La testa castana di Angela spuntava allegra dal finestrino dell’auto «Muoviti pigrona, non hai mica tutto il tempo del mondo per andare al lavoro!»
Si, magari. Chi mi avrebbe assicurato che non avrei passato l’eternità a dissanguare faine?
«Oggi Ben è partito per Princeton, gli hanno offerto una borsa di studio laggiù quindi ho la settimana vuota…» disse Angela mentre mi sistemavo sul sedile di pelle «Allora, andiamo a fare colazione?»
La guardai stralunata, tanto che ero immersa nei miei pensieri aggrovigliati. «Ugh…Grazie Angie…»
Mi lanciò un’occhiata apprensiva «C’è per caso qualcosa che non va?» disse dopo esserci lasciate alle spalle il vialetto di ghiaia che portava all’uscio di casa.
Qualcosa che non andava? Avrei potuto trasformarmi in un demone assetato di sangue e lei mi domandava se c’era qualcosa che non andava?
E poi, cosa le avrei raccontato? Dovevo pur sfogarmi con qualcuno, dannazione!
Non potevo tenermi tutto dentro.
Prima o poi sarei esplosa, in uno sfacelo di interiora e stivali in similpelle presi in saldo da Marks & Spencer.
A quanto pare Angela doveva essersi accorta del mio stato di squilibrio psico-emotivo, perché dopo aver accostato la sua Chevy poco lontano dalla caffetteria mi offrì una sigaretta con aria preoccupata.
«Isabella, tesoro…Dovresti prendere queste cicche all’eucalipto, sai mi aiutano molto quando…sclero, ecco.»
Alzai un sopracciglio. Tre anni di trigonometria avevano fuso il suo piccolo cervello da ragazza della porta accanto. Poverina, un minuto di silenzio per Miss Weber Nella Prateria.
«Ehi, Angela? Un po’ meno New Age, grazie» la mia voce suonò decisamente acida.
Osservò la mia faccia tirata per la notte insonne «Mestruazioni?» chiese.
Scossi il capo.
Annuì, soprappensiero «Hai tirato coca?», affermò guadagnandosi un’occhiataccia eloquente.
«Charlie vuole risposare un’avvenente…»
«No»
«Un canguro!»
«No, diamine!»
«Allora sei incinta!!!»
«Angie la vuoi piantare? Ho solo qualche problema con la mia relazione», sbraitai portandomi istintivamente i polpastrelli alla cicatrice sul collo.
Un sorriso timido si allargò sul suo faccino pulito, mentre mormorava le sue “più sentite scuse”.
Bene. Mesta e pacata, da brava.
Strafogammo in silenzio la nostra colazione, mentre il mio cervello riprendeva i contatti con la realtà.
Dopo aver tirato a sorte per chi dovesse pagare –fortunatamente non era come uscire con Jessica Stanley, che dimenticava erroneamente il portafogli a casa ogni qualvolta metteva piede in un bar- Angela decise di accompagnarmi al lavoro.
Uscimmo in strada, verso la Chevy cobalto.
«Mi passi le chiav…Ahia! Mi sono tagliata!» si lamentò Angela soffiando sulla ferita, mentre delle goccioline di sangue si posavano sulla vernice del tettuccio.
«Fa’ un po’ vedere» feci per girare attorno all’auto, quando un dolore al petto mi lacerò.
Come se si fosse chiusa un’arteria, seguito da un fortissimo bruciore alla gola. Come se avessi sete.
Non poteva essere, non doveva! Non ero pronta per trasformarmi in una stronza demoniaca.
«Bella? Bella? Mi senti? Bella!!» la voce tormentata di Angela mi rimbombava nella testa come in una caverna.
Che diavolo mi urli, chiama un’ambulanza, no? pensai, del tutto assente e lontana.
«Abbiamo un’emergenza…Non lo so, s’è accasciata a terra stringendosi al petto…Dottor Cullen, la prego faccia presto!»
Dopo quel nome, niente.
 
PM |   Top
95 replies since 29/2/2008, 14:46
 
Reply |